
giovedì 14 maggio 2009
Coppa del Re. Evviva il Re?

venerdì 8 maggio 2009
All'attacco!

Il Werder Brema é la squadra più pazza d'Europa e nella semifinale Uefa contro l'Amburgo é riuscita a valorizzare al massimo questa sua follia. E' una compagine in grado di fare tutto ed il contrario di tutto, ne abbiamo avuto una dimostrazione contro il Milan, contro l'Udinese e -appunto- ieri sera. La sua accentuatissma propensione offensiva la porta a segnare a raffica, così come a subire i gol più maldestri e spesso quest'alternanza si manifesta nella stessa partita.
Questo atteggiamento presenta degli aspetti positivi e calza a pennello in una gara come quella della Nordbank Arena; avendo perso 0-1 in casa nella partita di andata, che c'é di meglio di giocare una partita interamente votata all'attacco disinteressandosi dell'eventualità di subire gol? E questo é ciò che ha fatto (e fa sempre) il Werder. L'Amburgo é partito meglio ed ha trovato un pregevole gol del vantaggio; a quel punto l'entusiasmo dei padroni di casa e quello, traboccante, degli spalti sembrava aver messo la squadra di Martin Jol in una botte di ferro. Invece gli ospiti hanno continuato ad insistere realizzando tre reti, venendo a capo della situazione.
Bisogna comunque considerare che questo tipo di strategia rischia di non essere vincente, in modo particolare in competizioni lunghe, come il campionato, dove l'Amburgo sta facendo molto meglio del Werder; spesso in un torneo ad eliminazione diretta si rivela importante saper andare a rete, specialmente in trasferta. Credo che l'Arsenal si sarebbe giocato meglio le sue (poche) chances di eliminare il Machester United se avesse osato molto, ma molto di più all'Old Trafford: in fondo é meglio un 1-2 o un 2-3 che uno 0-1 in trasferta, giusto?Ora per ragazzi di Schaaf c'é la finale contro lo Shahktar Donetsk; non sarà facile rinunciare allo squalificato Diego, in quanto il Brasiliano si é rivelato essere l'autentico faro della squadra, decisivo proprio nel precedenti turni di questa competizione. La contromossa per sopperire alla sua assenza quale sarà? Ovviamente attaccare!
giovedì 7 maggio 2009
Giusto cosi'.

La semifinale di ritorno Chelsea-Barcellona si e' rivelata un distillato di emozioni; una partita tesa, combattuta strenuamente e che ha avuto un epilogo mozzafiato. Certo, l'arbitro ha suo malgrado giocato un ruolo determinante, facendo infuriare gli inglesi e suscitando un ronzio di sospetti sulla buona fede di Ovrebo. Non credo sia il caso di soffermarsi piu' di tanto sulla direzione di gara: indubbiamente un tifoso del Chelsea non puo' che sentirsi indignato, ma a ben vedere, della manciata di penalties richiesti dai Blues, l'unico veramente netto e' il mani di Pique' all'85mo, mentre l'espulsione di Abidal e' stata esagerata.
Che gli Inglesi non siano stati fortunati e' vero, ma scandalosamente e volontariamente derubati, questo proprio no. Voglio andare inoltre controcorrente nel dire che la conquista della finale romana per il Barcellona e' meritata; lo e' soprattutto perche' e' stata premiata l'attitudine a cercare sempre e comunque il possesso palla, il gioco e il fraseggio. I Catalani non sono riusciti a sciorinare queste loro capacita' per l'opposizione di una grande squadra, che ha chiuso con attenzione maniacale tutti i varchi per due interi incontri, ma l'idea guida del Barca e' stata continuamente quella di attaccare, di non buttare mai via il pallone, di non affidarsi a lanci lunghi, anche quando tutto cio' sembrava essere improduttivo, anche quando l'inferiorita' numerica avrebbe suggerito un cambio di strategia. Questo e' cio' che mi fa dire che il risultato e' giusto ed e' cio' che mi fa presagire una partita memorabile all'Olimpico di Roma dove si affronteranno veramente le due migliori squadre d'Europa. Ieri sera si sono distinti su tutti due giocatori: Drogba, inarrestabile nel fare impazzire la retroguardia catalana ed in modo particolare lo spaesato (poiche' fuori ruolo) Yaya Toure', e Iniesta, un silenzioso ma efficacissimo leader di una squadra di leaders. Un grande applauso va anche ai due allenatori capaci di costruire due squadre con grande personalita' e che sanno come comportarsi in campo; curioso il loro abbraccio ad un minuto dalla fine quando la tensione stava valicando il limite del sopportabile.
Infine, voglio menzionare l'originale mossa di Pep Guardiola che nel finale di gara, nonostante la sua squadra si trovasse con un difensore espulso, ha disposto che Pique' -difensore centrale- si collocasse in posione di centravanti ogni volta che il Barcellona entrava in possesso di palla. E' stata un'idea che ha creato quel poco di scompaginamento dei collaudati meccanismi difensivi del Chelsea che ha permesso a Iniesta di calciare smarcato dal limite dell'area. Purtroppo per i Blues, la diga ha funzionato per 180 minuti: avrebbe dovuto farlo per 183. I piu' vivi complimenti ad ambedue le squadre e vedremo se avra' ragione Mourinho nel dire che dalla semifinale dello Stanford Bridge sarebbe uscita la vincitrice della Champions League.